12/05/2022

Fondo Nuove Competenze e rapporto Conte dei conti

Il rapporto inerente al “Fondo Nuovo Competenze” ha trovato approvazione nella Sezione centrale di Controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti.

In breve, si ricorda che il Fondo Nuovo Competenze è stato introdotto con il decreto Rilancio, al fine di fornire un supporto alle imprese nello sviluppo di nuove abilità lavorative innovative, ritenute indispensabili per lasciarsi alle spalle la crisi provocata dal Covid-19.

L’utilizzo del Fondo, infatti, può esser destinato anche a idee innovative e nuove tecnologie, con lo scopo di essere sempre più preparati ai cambiamenti di mercato.

Di seguito un breve riepilogo delle analisi svolte fino ad oggi.

Il Fondo è stato chiuso il 30 giugno 2021 e le risorse al suo interno contenute miravano a sostenere le spese inerenti all’attività lavorativa dei soggetti dipendenti, con un limite massimo di 250 ore per partecipante. Le attività svolte dai dipendenti trovano il loro principio in un piano formativo redatto con le organizzazioni sindacali.

Con le risorse originariamente disponibili hanno avuto accesso al fondo 7.513 aziende, per un totale di 333mila lavoratori.

La prima fase sperimentale è giunta al termine con un finanziamento pari a 730 milioni di euro nel 2021, seguita dalla definizione di un quadro finanziario per la prosecuzione del beneficio. In totale, è possibile contare 2,330 miliardi di euro destinati al Fondo a partire dal momento della sua istituzione.

Il 2022 non viene escluso, a dimostrarlo è il fatto che sarà possibile presentare ulteriori domande, oltre, ovviamente, alla riammissione delle istanze che sono state presentate in precedenza. A tal proposito si attende un nuovo decreto interministeriale che definirà i limiti degli oneri finanziabili, le caratteristiche dei progetti formativi e quelle dei datori di lavoro a cui sarà concesso presentare domanda (sempre tenendo in una posizione “privilegiata” tutti quei datori di lavoro che sono attivi in settori inerenti alla transizione ecologica e digitale).

L’Agenzia Nazionale Politiche Attive e del Lavoro, meglio conosciuta come ANPAL, ha fornito un quadro generale riguardo all’attuazione della misura. In particolare, rende noto che nel mese di febbraio 2022 le risorse erogate per i progetti formativi sono state pari a 547 milioni di euro.

Tra le motivazioni principali di non ammissione a contributo delle istanze, invece, vi è la cessazione o l’inattività dell’azienda, la fase di liquidazione della stessa, il Durc irregolare, il parere negativo della Regione competente sul progetto, informazioni non corrette o, la mancanza dei requisiti da parte del Sindacato (altra parte dell’accordo).

In conclusione, si evidenzia che tutti i componenti della Pubblica Amministrazione hanno ricevuto la deliberazione e il rapporto elaborato. Tali soggetti comunicheranno – entro sei mesi – le misure consequenziali adottate o, in caso contrario, un provvedimento motivato.
Fonte: © Team Formation – Riproduzione Riservata

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